Oggi è Sabato, 05 Aprile 2025 Pagina iniziale Relazioni di coppia e relazioni familiari




La gestione del conflitto, sia nelle relazioni di coppia che in quelle familiari, passa da una buona ed efficace comunicazione. Ascolto attivo, rispetto reciproco, riconoscimento dell'altro/a, accettazione dei diversi punti di vista sono  alcuni degli elementi base che consentono di creare relazioni sane e funzionali in entrambi i sistemi.
E, naturalmente, nessun "non detto"!
Il silenzio e le omissioni creano creano situazioni equivoche, non trasparenti, e possono diventare il linguaggio comunemente utilizzato sia nella coppia sia nella famiglia. 
Meglio un sano conflitto, che consente ai "non detti" di essere esplicitati e a tutti gli attori dei due sistemi di attivare un confronto, che rende liberi dal silenzio e  abbatte le maschere indossate.

                                                                                                                                                                                                                                                                          
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

"La scelta del partner " stabile" dovrebbe potersi effettuare quando,a livello intrapsichico,si sia raggiunto un equilibrio tra la fiducia in se stessi, nelle proprie iniziative e capacità e la fiducia nell'altro come alleato e compagno"
tratto da "Illusioni d'amore" di Jole Baldaro Verde, Raffaello Cortina Editore


“ Un rapporto di coppia è come un giardino. Per crescere rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente. Ha bisogno di cure particolari a seconda della stagione e del clima. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce in modo analogo, per mantenere viva la magia dell’amore è necessario che ne comprendiamo le stagioni e dedichiamo cure adeguate alle speciali necessità dell’amore stesso”
John Gray dal libro “ Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”Rif4

"...e vissero tutti felici e contenti" Questo era l'epilogo delle favole che ci raccontavano da bambini e che, in genere, si riferiva ad un principe ed ad una principessa che, dopo molte traversie, riuscivano a coronare il loro sogno d'amore ed a stare, finalmente, insieme.
Vorrei dire a tutte le coppie che l'inizio di un matrimonio o di una convivenza non è un punto di arrivo nella loro storia, ma un punto di partenza. Stare insieme comporta un lavoro continuo, faticoso ma anche intrigante.
Oltre alla relazione affettiva occorrono anche altri strumenti per poter " camminare insieme".
Servono l'impegno, l'ascolto reciproco, una comunicazione basata sul riconoscimento dell'altro/a, l'accettazione delle proprie differenze, nonchè l'equilibrio tra la propria autonomia personale ed il senso di appartenenza al sistema coppia.
Occorre inoltre coltivare la propria intimità e la complicità che rendono la coppia un universo unico.
Quindi ,care coppie, invece di dirvi di " vivere felici e contenti", vi auguro di impegnarvi nel vostro percorso e di condividere insieme questa esperienza.
Buon viaggio! (Evita Raffaelli)




                                                  
                                                                                                                                                                                                                                                   
                                                                                                           

Indicazioni per una buona comunicazione nella coppia


                  

                                                  
                             

                                                                     

  • Utilizzare il rispetto nell’approccio con l’altra persona ( evitare uso di parole offensive, sarcasmo, svalutazione, toni giudicanti ecc.)
  • Essere consapevoli che ogni nostra azione produce una reazione nell’altro/a e, a sua volta, un’altra reazione
  • Parlare in prima persona ( es. “ io penso, io credo…ecc.) evitando il tono accusatorio   (es. “ tu fai, tu sei " ecc.)
  • Evitare le “premesse infondate”, ovvero non dare per scontato che il partner agisca in un certo modo in base alle nostre convinzioni ( es. “Lui/lei mi dice o mi fa questo questo perché mi considera stupido/a” “ lui/lei mi dice questo perché mi vuole ferire” ecc.)
  • Ascoltarsi. Ciò significa prestare attenzione a quello che l’altro/a dice, rimanendo mentalmente presenti e dando valore a quello che viene detto, anche se non siamo d’accordo, ma ovviamente esprimendo poi la nostra opinione
  • Esprimere nell’immediato ciò che può aver dato noia nell’atteggiamento dell’altro/a evitando di rimuginare e/o manifestare il proprio malcontento con atteggiamenti rabbiosi successivi, che possono spiazzare ed offendere il partner
  • Criticare il comportamento e non la persona ( es. “ Non sono d’accordo con quello che fai e non “ Se fai questo sei uno stupido/a)”)
  • Evitare la “ lettura del pensiero”, ovvero dare per scontato di sapere quello che pensa il partner, arrivando così a conclusioni affettate, fraintendimenti, equivoci. In questo caso l’ascolto reciproco è un ottimo strumento di aiuto, perché consente una verifica del significato condiviso e quindi del confronto, anche sulle cose pratiche
  • Comunicare il proprio sentire, ovvero ciò che si prova di fronte ad alcuni atteggiamenti del partner, ma anche le proprie emozioni ( paura, ansia, dolore, felicità ecc.)
  • Valorizzarsi. Oltre che criticare i reciproci comportamenti la coppia dovrebbe valorizzare anche gli aspetti postivi dell'altro/a. In questo modo si crea un clima più sereno e si favorisce la complicità.


Famiglie di origine e coppia: quanto possono pesare le interferenze ?


Una  delle difficoltà che vengono riportate frequentemente dalle coppie è quella del rapporto con le rispettive famiglie di origine. Un primo aspetto da evidenziare è che, quando si inizia un rapporto di coppia, dovrebbe essersi già verificato lo svincolo dalla famiglia di origine, cioè il passaggio da figlio a persona adulta autonoma. 
Purtroppo questo non sempre accade e  questo port

a ad attivare meccanismi di dipendenza dai rispettivi genitori, anche inconsapevoli. Viceversa anche i genitori possono non aver accettato che i loro figli o figlie abbiano raggiunto la propria indipendenza e questo può portare ad ingerenze, più o men esplicite, nella loro relazione.
Questo provoca spesso ,nella coppia. litigi e recriminazioni reciproche, anche perchè, invece di concentrarsi sul problema in maniera consapevole e condivisa, entrambi  tendono, se lo
svincolo non è avvenuto o è avvenuto solo in parte, ad allearsi con le rispettive famigli d'origine.
Si ass
isterà, così, ad una guerra continua ed estenuante, dove i partner combatteranno tra di loro affiancati ciascuno ai propri genitori, dando vita ad  un vero e proprio conflitto per procura tra i due componenti della coppia.

Uno scontro che, se non fermato con un'adeguato intervento riparativo che conduca la coppia a diventare finalmente "adulta" e poter così affrancarsi dalla dipendenza emotiva dalle rispettive famiglie di origine, può portare ad una  crisi forse irreversibile.

Potete approfondire leggendo il mio articolo : " Famiglie di origine e coppie: svincolo ed interferenze" ( sezione articoli di questo sito).


 Cicli vitali della famiglia : pensionamento e sindrome del nido vuoto

Uno dei momenti più delicati del ciclo vitale della famiglia ( ma anche della coppia) è quello del pensionamento di uno o di entrambi i partner, anche perchè questa fase coincide, spesso, con l'uscita di casa dei figli e, di conseguenza, con la necessità di riorganizzare tempi e spazi. Il pensionamento, infatti, prevede che i due partner si trovino di fronte una nuova dimensione spazio temporale, che spesso faticano a riorganizzare. Ognuno ha costruito la propria quotidianità su ritmi quasi sempre collegati ai propri orari di lavoro e trovarsi a dover gestire la quotidianità diventa spesso un problema. C è la possibilità di sentire invasi i propri spazi ( specialmente se uno dei due è andato in pensione prima) e di non riuscire a trovare una progettualità condivisa, che consenta ad entrambi di mantenere la propria autonomia, ma anche la condivisione di programmi di coppia, come magari realizzare quei viaggi insieme un tempo tanto desiderati o partecipare ad attività stimolanti e, fino ad ora, trascurate per mancanza di tempo.
Se poi a ciò si aggiunge l'uscita dei figli dalla casa genitoriale, perchè ormai adulti, appare evidente come la coppia si trovi ad affrontare una situazione del tutto nuova: essere, ancora una volta, una coppia che dispone di spazio e tempo, come all'inizio del loro rapporto. In questo caso sarà necessario recuperare la dimensione di complicità, unicità, attenzione reciproca, che si era persa nella vita quotidiana
E ciò sarà più facile se la coppia, anche durante gli anni trascorsi, ha continuato comunque ad investire su se stessa.

Commenti

  • Marco (2 mesi fa) scrive:

    Grazie dottoressa, soprattutto per le riflessioni sulle interferenze familiari nella coppia

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