Oggi è Sabato, 05 Aprile 2025 Pagina iniziale Autostima ed accettazione di sé, la consapevolezza come guida

Autostima ed accettazione di sè.


L'accettazione di se stessi è il punto di partenza per sviluppare una buona autostima.
Avere una buona autostima significa fiducia ed amore verso la propria persona. 



                                                


In questa pagina troverete osservazioni su molti  comportamenti che denotano una bassa autostima: scarsa fiducia in  se stessi, eccessivo senso del dovere, senso di colpa, tendenza al perfezionismo, difficoltà a dire di no, ricerca continua dell'approvazione, paura del giudizio, attivazione di relazioni disfunzionali perchè " io non mi merito", percezione negativa della realtà, difficoltà ad esprime quello che si pensa e...tanto altro.
Vedrete  come tutti questi stati d'animo sono interconnessi e collegati da un unico filo:
la difficoltà ad accettare se stessi.



Autostima e relazioni

Avere una autostima fragile contribuisce a mantenere relazioni disfunzionali e distruttive, sviluppando spesso una vera e propria dipendenza affettiva, Chi non si vuole sufficientemente bene pensa di non meritarsi l'amore ed il rispetto degli altri.




Pesi e carichi



Chi si riconosce in questa immagine?
Ovviamente non parlo del peso delle borse e delle valigie, ma dei pesi che spesso trasportiamo inutilmente e che ci schiacciano. In genere sono carichi che ci addossiamo inutilmente e questo merita una riflessione su ciò che è davvero buono per noi, su quanto incida un eccessivo senso del dovere, su come le convinzioni degli altri appesantiscano e nascondano i nostri veri bisogni. Oppure quanto influiscano i messaggi ricevuti durante la nostra infanzia e divenuti poi parte di noi stessi o le relazioni spesso portate avanti senza convinzioni o, peggio ancora, dannose per noi.

Sarebbe quindi opportuno chiedersi se quello che portiamo ( sopportiamo!) è veramente quello che vogliamo ed iniziare a pensare su ciò che vorremmo eliminare e che viene mantenuto, per paura del cambiamento.
Perchè?
Perchè per rendere rigogliosa una pianta, occorre tagliare i rami secchi!


Autostima : persona e comportamenti



“Occorre distinguere noi stessi dal nostro comportamento : il comportamento è una modalità
di agire circoscritta e limitata ad una situazione , la persona è un insieme di pensieri, emozioni, vissuto soggettivo” “Posso aver adottato un comportamento sbagliato, ma non per questo sono una persona completamente cattiva”
“Possiamo odiare il nostro comportamento, ma amare comunque la persona”
“Spesso abbiamo interiorizzato il messaggio :- Vado bene solo se non commetto errori- , ma sbagliare è possibile!”
Tratto dal corso su “L’Autostima” a cura della Dott.ssa Evita Raffaelli, Prato 2010

Errori e giudizio


“ Chiunque non ha mai commesso errori non ha mai provato niente di nuovo” Albert Einstein

Stili di comunicazione

“ L’assertività consiste nella capacità di stabilire limiti e regole riguardo a ciò che si accetta o no nel rapporto con gli altri …. presuppone il rispetto di se stessi e degli altri dando valore ai propri bisogni e ai propri desideri…. consiste nel riconoscersi il diritto ad esprimere, nel rispetto degli altri, opinioni, idee, emozioni” Tratto dal corso sul “L’autostima “ a cura della Dott.ssa Evita Raffaelli, Prato 2010


Rif1



Capacità di dire di no

“Un no detto con la più profonda convinzione è meglio di un sì detto per cortesia o peggio ancora per evitare problemi” Mahatma Ghandhi

“ Autostima è saper sperimentare
Il vuoto non solo il pieno,
il silenzio non solo il rumore, la tristezza non solo l’euforia,

il dolore non solo la gioia.”

Paola Lunardi


Risorse personali, sapete di possederle?

Spesso non sappiamo che dentro di noi esistono risorse infinite. Ci concentriamo sul problema, la sofferenza ed il dolore.
E va bene così, perchè dobbiamo accogliere tutte le nostre emozioni, in quanto parte di noi ed analizzare ciò che ci fa stare male, attraverso un percorso di consapevolezza.
Ma poi occorre andare oltre e concentrarsi su quelle risorse, abilità, talenti che ciascuno di noi possiede.
E' questo la nostra ancora, il nostro salvagente.
Ed è dentro di noi , basta fermarsi un attimo ed ascoltarci.





“ Tutti abbiamo il diritto di avere bisogni e desideri che devono essere ritenuti importanti quanto quelli degli altri”
Tratto dal corso sul “L’autostima “ a cura della Dott.ssa Evita Raffaelli, Prato 2010

Conflitto interiore





Quando siamo di fronte ad un blocco, a qualcosa che impedisce di prendere una decisione significa che, dentro di noi, vi è un conflitto, ovvero una dissonanza tra ciò che ( forse) vorremmo fare e ciò che invece agiamo nella realtà. Ciò provoca una situazione di disorientamento, di confusione:
 " vorrei, ma non so se lo voglio davvero".
Il primo passo, in queste situazioni, è quello di riuscire ad individuare le due parti che si stanno scontrando
dentro i noi, dare loro un nome e, quindi, operare  un riconoscimento delle pulsioni interne in conflitto tra di loro.

Poi occorre lavorare sull'ascolto di se stessi, porsi la domanda: " cosa mi fa stare bene davvero?" e comprendere quale è la parte più funzionale per noi. Una volta individuati i reali bisogni ai quali si vuole dare risposta, occorre affrontare la parte "resistente" al cambiamento, capire quali sono i vincoli che trattengono, da dove provengono, se sono davvero ragionevoli o frutto di condizionamenti subiti. Infine, una volta che il quadro è chiaro, ci vuole un paziente lavoro di rafforzamento di quella che io chiamo la parte proattiva, con conseguente indebolimento della parte "resistente".

In tutto questo lavoro la bussola che ci guida è sempre la stessa : l'acquisizione della consapevolezza di ciò che ci  fa stare bene. 


Il desiderio“ Il desiderio nasce dal cuore, dalla testa, dal ventre.
Lievita come un leggero gabbiano che vola su un mare stranamente azzurro.
Avvolge e riempie come un gattino morbido
e libera la voglia di essere.
Scopre mondi e confini sconosciuti,
ti abitua all’esistere.
Ti affida alla vita e ti fa volare
fuori dalla tua esistenza comune.
Non vergognarti del tuo desiderio: è un sogno.
Evita Raffaelli

Rif3
I nostri diritti
Tutti noi abbiamo dei diritti, che spesso non ci riconosciamo. In questa mia riflessione vorrei elencare quelli che sono i nostri diritti fondamentali:

Tutti abbiamo il diritto di essere rispettati dagli altri, indipendente dall'età, dal sesso, dalla condizione sociale ecc.
Tutti abbiamo il diritto di avere bisogni e desideri che devono essere ritenuti importanti quanto quelli degli altri
Tutti abbiamo il diritto di provare sentimenti di ogni genere ed esprimerli nel rispetto degli altri
Tutti abbiamo il diritto di avere opinioni personali ed esprimerle
Tutti abbiamo il diritto di cambiare idea, se le circostanze e le nostre esperienze di vita lo favoriscono senza, per questo, sentirci in colpa nè essere incolpati da altri
Tutti abbiamo il diritto, se vogliamo, di non fornire agli altri giustificazioni per il nostro comportamento, sempre nel rispetto degli altri
Tutti abbiamo il diritto di valutare il nostro comportamento, decidendo autonomamente ciò che è giusto o sbagliato per noi
Tutti abbiamo il diritto di chiedere informazioni o spiegazioni su ciò che non conosciamo, senza per questo essere giudicati ignoranti
Tutti abbiamo il diritto di decidere se soddisfare le aspettative degli altri o agire secondo i nostri desideri, ovviamente senza ledere i diritti degli altri, insomma il diritto a dire di no! ( senza sensi di colpa)
Tutti abbiamo il diritto di decidere se avere o no la responsabilità di trovare soluzioni ai problemi degli altri
Tutti abbiamo il diritto a commettere errori ( non esiste la perfezione e l'errore può essere fonte di apprendimento)
Tutti abbiamo il diritto ad esprimere le nostre priorità
Tutti abbiamo il diritto ad avere un tempo ed uno spazio a misura nostra

Che dite, riconoscete a voi stessi questi diritti ?







L'illusorietà della perfezione


Il perfezionismo è pericoloso, perchè ingabbia la mente nello schema del "tutto o niente". Alla base di quest0 atteggiamento vi è la convinzione di dover essere sempre efficienti ed all'altezza di ogni situazione e, soprattutto, di non poter sbagliare. Lo sforzo di dover raggiungere la perfezione, ovviamente senza riuscirvi, produce l'attivazione di standard comportamentali sempre più elevati, con obiettivi spesso irraggiungibili. Tutto ciò ci  fa sentire quindi inadeguati, colpevoli e, soprattutto, incapaci di sbagliare. I nostri errori diventano così un fallimento totale e non un'esperienza da cui trarre insegnamento. Frustrazione, ansia, paura, senso di inadeguatezza diventano i nostri quotidiani compagni di viaggio, in una ricerca che non può che essere autodistruttiva.
Perciò, introduciamo nel nostro vocabolario emotivo l'accettazione dei nostri limiti, la riduzione degli standard comportamentali, la collocazione dei nostri errori nella dimensione dell'esperienza ma, soprattutto, l'accettazione di noi stessi, così come siamo....felicemente imperfetti!








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