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Mediazione Familiare a Prato




Tre sedie ed un tavolino, questo è il setting dove svolgo le sedute di mediazione familiare. La disposizione circolare facilita la comunicazione, uno dei presupposti essenziali per la gestione costruttiva del conflitto.

Molto spesso la separazione comporta una percezione di fallimento e, soprattutto nella fase iniziale, di confusione.
E' in questo momento di sofferenza e di ristrutturazione delle proprie esistenze divise che viene chiesto alla coppia uno sforzo ulteriore ed il relativo impegno, affinché essi possano garantire ai figli ciò che per loro è un bene prezioso, ovvero la continuità della presenza dei genitori, la loro vicinanza affettiva, il loro sostegno educativo, anche se non vivono più insieme.




Cosa aspettarsi dalla mediazione familiare?
E’ un momento di incontro in uno spazio  neutro e protetto, rivolto a coppie ( sposate o conviventi), che sono in fase di separazione o che, già separate, hanno comunque difficoltà a gestire la nuova situazione, specialmente per quanto riguarda il rapporto con i figli. In questo spazio, con l'aiuto di un professionista terzo ed imparziale, è possibile rielaborare il lutto affettivo (perché è così che viene, quasi sempre, vissuta una separazione) e, contemporaneamente attivare e stimolare le risorse interne, che ciascuno possiede, mettendo in campo campo le naturali potenzialità di riparazione e di costruzione di nuovi modelli comunicativi.

La filosofia che sta alla base della mediazione familiare è molto semplice.
Si parte infatti dl presupposto che, mentre la coppia affettiva può arrivare ad una separazione ed a un divorzio, la coppia genitoriale non si separa mai. In altre parole si rimane genitori per sempre a prescindere dall’eventuale separazione o divorzio che pone fine alla relazione affettiva .Occorre pertanto favorire “una buona separazione”, contenendo l’eccessiva conflittualità che spesso si accompagna a questo evento, soprattutto a tutela del benessere dei figli .

Il conflitto è una componente della natura umana, il vero problema è la sua gestione.



Compito del mediatore  familiare è quello di facilitare questa consapevolezza  e, una volta riattivato un approccio comunicativo diverso rispetto al conflitto, procedere verso una fase di negoziazione che consenta di arrivare ad una soluzione che soddisfi le esigenze di tutti, soprattutto quelle dei figli.
La durata del percorso è abbastanza breve e, con costi contenuti, è possibile arrivare ad un accordo che può essere direttamente ratificato  dallo stesso mediatore.

La mediazione familiare può essere svolta anche con coppie senza figli, per arrivare ad accordi condivisi su questioni di vario genere, su richiesta dei partecipanti, sempre attraverso l'utilizzo di una comunicazione centrata sull'ascolto ed il rispetto reciproco.

Le fasi della mediazione familiare prevedono due/tre incontri conoscitivi, definiti incontri di premediazione, in cui viene valutato se vi sono i presupposti per poter procedere o in questo percorso.

Segue poi la fase centrale, le negoziazione, in vengono discussi e mediati gli argomenti portati dai partecipanti, con la finalità di arrivare ad un accordo condiviso.

Nella parte finale vi è una restituzione, in cui viene fatto un resoconto del lavoro svolto e degli accordi raggiunti.

Personalmente scelgo, in genere, di iniziare con due colloqui individuali separati, nei quali mi relaziono direttamente con ciascun partecipante, al fine di semplificare il flusso di informazioni ed ascoltare la versione che ciascuno di loro presenta. I colloqui individuali possono essere utilizzati anche durante il percorso, qualora vi sia un bisogno specifico dei partecipanti o il mediatore ritenga opportuno servirsi di questo strumento per sbloccare e/o chiarire situazioni complesse. Ovviamente questi colloqui devono essere perfettamente bilanciati, a livello numerico, per il principio di equidistanza che regola la mediazione.

Principi generali della mediazione e procedura.

Queste sono alcune parti dell'intervento (che è possibile scaricare) tratte dal Convegno "PER.FA.RE. prevenzione: la gestione preventiva del conflitto nella coppia  e nella famiglia", promosso dal CESVOT  con la collaborazione della Pubblica Assistenza L'Avvenire di Prato, 10 marzo 2018 - Relatrice e coprogettista: Dott.ssa Evita Raffaelli. 
Qui troverete, in maniera più dettagliata, quelli che sono i principi generali che governano la mediazione familiare e la procedura di svolgimento del percorso. 

Principi generali della mediazione e procedura. Convegno  Cesvot 10.03.2018 PERFARE




Video realizzato in data 22 ottobre 2021 da Radio Italia 5  (Programma Story Time)), che mi ha invitata a parlare delle mediazione familiare e che spero vi possa essere utile visionare.

Può anche verificarsi che, durante  lo svolgimento della mediazione familiare, uno dei due partecipanti decida di interrompere il percorso, mentre l'altro vorrebbe continuare. In questo caso è possibile proseguire attraverso consulenze individuali con il partner ancora interessato a procedere nel percorso. Le consulenze saranno , finalizzate sia  ad un sostegno emotivo nella delicata fase della separazione, sia a fornire strumenti per una gestione costruttiva della conflittualità ancora presente nella coppia.

Allo stesso modo, può essere attivato un percorso di sostegno individuale, qualora uno dei componenti della coppia rifiuti di iniziare addirittura la mediazione familiare. Tale percorso è orientato al sostegno della persona, oltre che alla condivisione, con il mediatore,  di eventuali strategie e proposte finalizzate alla negoziazione nella coppia.

Nella mediazione familiare ciascuno cede qualcosa e riceve, in cambio, la possibilità di sostituire i muri con i ponti



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