Oggi è Sabato, 05 Aprile 2025 Pagina iniziale Relazioni familiari: alcuni indicatori di disfunzionalità

Relazioni familiari: alcuni indicatori di disfunzionalità



                        




La famiglia è un sistema e, in quanto tale, tutti i suoi membri sono interdipendenti. Quindi il comportamento dell’uno influenza il comportamento dell’altro e ne viene, a sua volta, influenzato.
La famiglia può essere definita come un gruppo sociale, al cui interno convivono persone che sono legate tra di loro da rapporti parentali o di affinità.
In questo senso le funzioni del sistema famiglia sono molteplici: innanzi tutto vi è un coinvolgimento emotivo affettivo,  che riguarda tutti i membri che ne fanno parte e, a questo si accompagna anche una funzione di cura e di sostegno reciproco. La famiglia viene quindi percepita come uno spazio di sicurezza e protezione.
Un’altra funzione familiare è quella della trasmissione di principi, valori, storie che riguardano anche i suoi membri più anziani, quindi le radici comuni a ciascun membro del nucleo. La famiglia ha perciò anche una funzione educativa e formativa, inoltre può costituire un collegamento con il contesto sociale di appartenenza, sempre che il nucleo sia un nucleo aperto all’esterno.
La famiglia prevede anche vincoli di carattere economico, che governano i rapporti tra i vari membri .Come possiamo vedere, quindi, le funzioni della famiglia abbracciano molti campi, anche di diversa natura.

Nella famiglia coesistono un senso di appartenenza e un senso di differenziazione. Ciò significa che ogni singolo membro prova, contemporaneamente, sia la consapevolezza di far parte di un sistema specifico (“ la mia famiglia”), sia di avere una propria unicità ed identità personale. Ciò presuppone il mantenimento di un delicato equilibrio tra queste due percezioni e non sempre questo è facile, specie in situazioni di criticità.

La famiglia si sviluppa come un organismo vivente ed attraversa, nel corso di quello che viene definito il suo “ ciclo di vita”, numerosi cambiamenti e , di fronte a questi, il nucleo deve trovare la capacità di riorganizzare le proprie modalità di funzionamento e comunicazione.
I cicli della famiglia possono riassumersi in :

Formazione della coppia ( matrimonio o convivenza)
Nascita di uno o più figli/e
Adolescenza dei figli/e
Uscita di casa dei figli ormai autonomi ( “famiglia trampolino”)
Famiglia anziana (pensionamento, malattia, morte)

Come possiamo osservare le criticità, che comportano questi vari passaggi, sono molto articolate e presuppongono una notevole capacità di adattamento e di flessibilità, in quanto gli equilibri  esistenti vengono modificati e tutti i componenti della famiglia ne sono coinvolti. Tempo e spazio devono essere rimodulati per far fronte ai cambiamenti che ogni nuova fase comporta.

Le famiglie si distinguono un sistemi funzionali e disfunzionali.



                                           



In questa sede ci occuperemo di evidenziare alcuni  indicatori che possono rivelare segnali di disfunzionalità all'interno di una famiglia, intendendo, con questa denominazione, un sistema familiare "povero" sia a livello cognitivo che emotivo, con difficoltà di comunicazione e relazioni confuse.

Vediamo quali possono essere gli atteggiamenti relazionali e comunicativi, che determinano questa tipologia di famiglia.

Una delle risorse adottate dal sistema famiglia sono le cosiddette “regole familiari”, ovvero accordi relazionali, che nascono dalla mediazione delle reciproche esigenze e che si concretizzano, appunto, nelle regole. Attraverso questo sistema di autoregolamentazione viene connotato ciò che si può fare o non fare all’interno della famiglia. Le regole possono essere sia implicite che implicite. Nel primo caso sono regole sottintese, che non vengono esplicitate verbalmente, ma che tutti componenti della famiglia riconoscono, nel secondo caso vengono palesate attraverso la verbalizzazione. Tuttavia, essendo la famiglia un organismo in evoluzione, anche le regole di cui si dota dovranno essere ridefinite in base ad i cambiamenti che si verificano e ciò presuppone una funzione adattiva del nucleo familiare e l’utilizzo della flessibilità come strumento operativo.
Nella famiglia disfunzionale le regole adottate sono spesso poco chiare o, addirittura, contraddittorie e ambivalenti. Vi è inoltre la presenza di una rigidità che impedisce la funzione adattiva del sistema famiglia e questo può comportare situazioni di blocco, ma anche di scontri e conflitti. Il conflitto viene agito o in forma violenta, tramite una comunicazione aggressiva, o in forma più subdola e manipolatoria, come vedremo meglio più avanti.

Anche i confini, all’interno della famiglia, devono essere chiari : non deve essere lasciato spazio né alle interferenze, né alla sovrapposizione o confusione di ruoli. Se ciò non accade ci troviamo di fronte ad una famiglia “invischiata”, che concentra il suo interesse all’interno ( diminuendo quindi l’apertura sociale) e dove le distanze diminuiscono ed i confini si confondono. Un esempio di questa forma relazionale può essere quello di una famiglia in cui una coppia ha un figlio in età molto giovane e, di conseguenza, data la sua inesperienza, i nonni possono assumere un ruolo genitoriale, sovrapponendosi ai genitori ed esercitando una funzione che non compete a loro.
Tutti gli attori diventano complici di una situazione equivoca che, a lungo andare, può creare molti problemi ( per esempio se i genitori volessero riappropriarsi del loro ruolo, potrebbe verificarsi uno scontro con i nonni che, magari, non intendono abdicare la loro funzione e ciò potrebbe creare un forte disorientamento nel bambino).

Un altro aspetto che può essere determinante per la funzionalità o meno di una famiglia è costituito dalle relazioni di potere. In genere, nella famiglia, vi è un sistema gerarchico che può essere agito dai vari componenti del nucleo, in base a rapporti di età, economici ecc.
A questo proposito ci troviamo di fronte a tre modelli di intervento:

Il modello autoritario, in cui si richiede l’obbedienza in virtù di un ruolo esercitato (“ Fai quello che ti dico perché sono il genitore!”)

Il modello di dominio indiretto ( manipolazione)

Il modello di autorevolezza, che consiste nell’assegnare limiti, ma nel rispetto della persona e con un atteggiamento di confronto e non di scontro.

Ovviamente i primi due modelli sono modelli disfunzionali.
Il primo perché contiene la negazione dell’altro da sé e, a livello pratico, può generare rabbia, contrapposizione, conflitti distruttivi in quanto privi di un terreno di confronto.
Il modello manipolatorio agisce in modo passivo/aggressivo e tende a colpire l’altro nei suoi punti deboli ( più facile da usare nelle relazioni affettivamente connotate), utilizzando il ricatto ed il senso di colpa.
In genere, quando una famiglia utilizza questo modello relazionale, ci troviamo di fronte all’utilizzo di messaggi paradossali, ovvero messaggi che, pur avendo una loro logica, contengono al loro interno il contrario di quanto affermato ( “ Mi lasci qui da sola, ma esci pure e divertiti”).
In questi casi la persona che riceve questi messaggi viene a trovarsi in una situazione di impotenza, in quanto qualsiasi scelta faccia la farà stare male.

Occorre poi considerare la squalifica della comunicazione all’interno della famiglia.
Questa si esprime in vari modi e, squalificando la comunicazione, si ha una squalifica ed una svalutazione anche della persona. Ciò può essere agito in varie forme: non ascoltando, utilizzando il sarcasmo, interrompendo spesso, uscendo da una stanza mentre una persona parla ecc.
Il problema è che, molto spesso, una squalifica della comunicazione produce una contro squalifica e, se ciò si ripete spesso, vi è il rischio che questo diventi il modello comunicativo/relazionale dominante all’interno della famiglia.
Si ottiene quindi il risultato, chiaramente disfunzionale, che i membri del nucleo familiare non sono più capaci di trovare né un punto di accordo, né di disaccordo.
Manca il conflitto aperto, ma anche il confronto diretto ed il sistema famiglia va in blocco comunicativo, con conseguente ricaduta sulla qualità delle relazioni intra familiari.

Quindi, ricapitolando, rigidità nella gestione delle regole familiari e scarsa capacità adattiva nelle situazioni di cambiamento, confini confusi e sovrapposti, gestione del potere attraverso forme autoritarie e manipolatorie, squalifica reiterata della comunicazione sono alcuni indicatori della di una disfunzionalità familiare.

Bibliografia

Salvador Minuchin,” Famiglie e terapie delle famiglie”, 1976, Astrolabio, Roma
Eugenia Scabini, “ L’organizzazione famiglia tra crisi e sviluppo, 1985, Angeli, Milano
Paul Watzlawick, “ Pragmatica della relazione umana”, 1974,Astrolabio, Roma

Dott.ssa Evita Raffaelli

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Commenti

  • Ambra Colli (1 mese fa) scrive:

    La ringrazio per aver reso così nitida e chiara una situazione che mi ritrovo, purtroppo, a vivere giornalmente. Conoscere in modo così chiaro questa situazione mi aiuta molto nell'accettarla e nel superarla. Credo proprio che la contatterò a breve.

  • Cristina (2 mesi fa) scrive:

    Articolo chiaro ed esauriente, purtroppo ci sono tante famiglie così

  • Stefano (il 06/12/2024) scrive:

    Ho letto un articolo veramente interessante e, soprattutto, chiaro. Stupisce la semplicità con cui sono stati resi concetti complessi e profondi che, quindi, tutti possono capire.

  • Andrea Venturi (il 06/12/2024) scrive:

    Bellissimo articolo..quante verità in queste parole.

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