Relazioni familiari: alcuni indicatori di
disfunzionalità

La famiglia è un sistema e, in quanto
tale, tutti i suoi membri sono interdipendenti. Quindi il comportamento
dell’uno influenza il comportamento dell’altro e ne viene, a sua volta,
influenzato.
La famiglia può essere definita come un
gruppo sociale, al cui interno convivono persone che sono legate tra di loro da
rapporti parentali o di affinità.
In questo senso le
funzioni del sistema famiglia sono molteplici: innanzi tutto vi è un
coinvolgimento emotivo affettivo, che riguarda tutti i membri che ne fanno
parte e, a questo si accompagna anche una funzione di cura e di sostegno reciproco. La famiglia viene
quindi percepita come uno spazio di sicurezza e protezione.
Un’altra funzione
familiare è quella della trasmissione di principi, valori, storie che
riguardano anche i suoi membri più anziani, quindi le radici comuni a ciascun
membro del nucleo. La famiglia ha perciò anche una funzione educativa e
formativa, inoltre può costituire un collegamento con il contesto sociale di
appartenenza, sempre che il nucleo sia un nucleo aperto all’esterno.
La
famiglia prevede anche vincoli di carattere economico, che governano i rapporti
tra i vari membri .Come possiamo vedere, quindi, le funzioni della famiglia
abbracciano molti campi, anche di diversa natura.
Nella famiglia
coesistono
un senso di appartenenza e un senso di differenziazione. Ciò
significa che ogni singolo membro prova, contemporaneamente, sia la
consapevolezza di far parte di un sistema specifico (“ la mia famiglia”), sia
di avere una propria unicità ed identità personale. Ciò presuppone il
mantenimento di un delicato equilibrio tra queste due percezioni e non sempre
questo è facile, specie in situazioni di criticità.
La famiglia si
sviluppa come un organismo vivente ed attraversa, nel corso di quello che viene
definito il suo “ ciclo di vita”, numerosi cambiamenti e , di fronte a questi,
il nucleo deve trovare la capacità di riorganizzare le proprie modalità di
funzionamento e comunicazione.
I cicli della
famiglia possono riassumersi in :
Formazione della
coppia ( matrimonio o convivenza)
Nascita di uno o più
figli/e
Adolescenza dei
figli/e
Uscita di casa dei
figli ormai autonomi ( “famiglia trampolino”)
Famiglia anziana
(pensionamento, malattia, morte)
Come possiamo
osservare le criticità, che comportano questi vari passaggi, sono molto
articolate e presuppongono una notevole
capacità di adattamento e di flessibilità, in quanto gli equilibri esistenti vengono modificati e tutti i componenti della famiglia ne sono coinvolti. Tempo e spazio devono essere rimodulati per far fronte ai cambiamenti che ogni nuova fase comporta.
Le famiglie
si distinguono un sistemi funzionali e disfunzionali.

In questa sede ci occuperemo di evidenziare alcuni indicatori che possono rivelare segnali di disfunzionalità all'interno di una famiglia, intendendo, con questa denominazione, un sistema familiare "povero" sia a livello cognitivo che emotivo, con difficoltà di comunicazione e relazioni confuse.
Vediamo quali
possono essere gli atteggiamenti relazionali e comunicativi, che determinano
questa tipologia di famiglia.
Una delle risorse adottate
dal sistema famiglia sono le cosiddette
“regole
familiari”, ovvero accordi
relazionali, che nascono dalla mediazione delle reciproche esigenze e che si
concretizzano, appunto, nelle regole. Attraverso questo sistema di
autoregolamentazione viene connotato ciò che si può fare o non fare all’interno
della famiglia. Le regole possono essere sia implicite che implicite. Nel primo
caso sono regole sottintese, che non vengono esplicitate verbalmente, ma che
tutti componenti della famiglia riconoscono, nel secondo caso vengono palesate
attraverso la verbalizzazione. Tuttavia, essendo la famiglia un organismo in
evoluzione, anche le regole di cui si dota dovranno essere ridefinite in base
ad i cambiamenti che si verificano e ciò presuppone una funzione adattiva del
nucleo familiare e l’utilizzo della flessibilità come strumento operativo.
Nella
famiglia disfunzionale le regole
adottate sono spesso poco chiare o, addirittura, contraddittorie e ambivalenti.
Vi è inoltre la presenza di una
rigidità
che impedisce la funzione adattiva del sistema famiglia e questo può
comportare situazioni di blocco, ma anche di scontri e conflitti. Il conflitto
viene agito o in forma violenta, tramite una comunicazione aggressiva, o in
forma più subdola e manipolatoria, come vedremo meglio più avanti.
Anche
i confini, all’interno della famiglia,
devono essere chiari : non deve essere lasciato spazio né alle interferenze, né
alla sovrapposizione o confusione di
ruoli. Se ciò non accade ci troviamo di fronte ad una famiglia “invischiata”,
che concentra il suo interesse all’interno ( diminuendo quindi l’apertura
sociale) e dove le distanze diminuiscono ed i confini si confondono. Un esempio
di questa forma relazionale può essere
quello di una famiglia in cui una coppia ha un figlio in età molto giovane e,
di conseguenza, data la sua inesperienza, i nonni possono assumere un ruolo
genitoriale, sovrapponendosi ai genitori ed esercitando una funzione che non
compete a loro.
Tutti gli attori
diventano complici di una situazione equivoca che, a lungo andare, può creare
molti problemi ( per esempio se i genitori volessero riappropriarsi del loro
ruolo, potrebbe verificarsi uno scontro con i nonni che, magari, non intendono
abdicare la loro funzione e ciò potrebbe creare un forte disorientamento nel bambino).
Un altro aspetto che
può essere determinante per la funzionalità o meno di una famiglia è costituito
dalle
relazioni di potere. In
genere, nella famiglia, vi è un sistema gerarchico che può essere agito dai
vari componenti del nucleo, in base a rapporti di età, economici ecc.
A questo proposito
ci troviamo di fronte a tre modelli di intervento:
Il modello
autoritario, in cui si richiede l’obbedienza in virtù di un ruolo esercitato (“
Fai quello che ti dico perché sono il genitore!”)
Il modello di
dominio indiretto ( manipolazione)
Il modello di autorevolezza,
che consiste nell’assegnare limiti, ma nel rispetto della persona e con un
atteggiamento di confronto e non di scontro.
Ovviamente i primi
due modelli sono modelli disfunzionali.
Il primo perché contiene la negazione
dell’altro da sé e, a livello pratico, può generare rabbia, contrapposizione,
conflitti distruttivi in quanto privi di un terreno di confronto.
Il modello
manipolatorio agisce in modo passivo/aggressivo e tende a colpire l’altro nei
suoi punti deboli ( più facile da usare nelle relazioni affettivamente
connotate), utilizzando il ricatto ed il senso di colpa.
In genere, quando
una famiglia utilizza questo modello relazionale, ci troviamo di fronte
all’utilizzo di messaggi paradossali, ovvero messaggi che, pur avendo una loro
logica, contengono al loro interno il contrario di quanto affermato ( “ Mi
lasci qui da sola, ma esci pure e divertiti”).
In questi casi la
persona che riceve questi messaggi viene a trovarsi in una situazione di
impotenza, in quanto qualsiasi scelta faccia la farà stare male.
Occorre poi
considerare
la squalifica della
comunicazione all’interno della famiglia.
Questa si esprime in vari modi e,
squalificando la comunicazione, si ha una squalifica ed una svalutazione anche della
persona. Ciò può essere agito in varie forme: non ascoltando, utilizzando il
sarcasmo, interrompendo spesso, uscendo da una stanza mentre una persona parla
ecc.
Il problema è che, molto spesso, una squalifica della comunicazione
produce una contro squalifica e, se ciò si ripete spesso, vi è il rischio che questo diventi il modello
comunicativo/relazionale dominante all’interno della famiglia.
Si ottiene
quindi il risultato, chiaramente disfunzionale, che i membri del nucleo
familiare non sono più capaci di trovare né un punto di accordo, né di
disaccordo.
Manca il conflitto
aperto, ma anche il confronto diretto ed il sistema famiglia va in blocco
comunicativo, con conseguente ricaduta sulla qualità delle relazioni intra familiari.
Quindi,
ricapitolando, rigidità nella gestione delle regole familiari e scarsa capacità
adattiva nelle situazioni di cambiamento, confini confusi e sovrapposti, gestione del potere attraverso forme
autoritarie e manipolatorie, squalifica reiterata della comunicazione sono
alcuni indicatori della di una disfunzionalità familiare.
Bibliografia
Salvador Minuchin,” Famiglie e terapie delle famiglie”,
1976, Astrolabio, Roma
Eugenia Scabini, “ L’organizzazione famiglia tra crisi
e sviluppo, 1985, Angeli, Milano
Paul Watzlawick, “ Pragmatica della relazione umana”,
1974,Astrolabio, Roma
Dott.ssa Evita
Raffaelli
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