Oggi è Sabato, 05 Aprile 2025 Pagina iniziale Famiglie di origine e coppie: svincolo ed interferenze, descrizione delle dinamiche familiari relative ai cambiamenti del ciclo della famiglia

Famiglia di origine e coppie: svincolo ed interferenze


                                                                                                                 


Una delle difficoltà manifestate negli incontri di consulenza con le coppie è quella dei rapporti con le loro famiglie di origine. Ognuno dei componenti della coppia proviene infatti da quella che, appunto, chiamiamo famiglia di origine ed ogni nucleo familiare ha le proprie regole ed i propri modelli di riferimento. Ovviamente i figli e le figlie crescono avendo, come punto di riferimento, questi modelli familiari e, spesso, li interiorizzano, ovvero tendono a riproporli nella vita reale come se fossero propri, senza averne la consapevolezza. Tuttavia nella famiglia, come ho scritto in precedenti articoli, esistono sia un senso di appartenenza sia un senso di separazione. Con la crescita i figli dovrebbero sviluppare, sempre di più il senso di separazione, che dovrebbe poi portare all’autonomia, sia fattuale ( per esempio capacità di essere indipendente economicamente) sia psicologica, ovvero la possibilità di elaborare pensieri e convinzioni in maniera indipendente e personale. Quando ciò avviene si crea il cosiddetto svincolo, ovvero quel processo di crescita ed acquisizione di autonomia, che porterà ad emanciparsi e preparerà il naturale distacco dalla famiglia di origine. In questo modo i figli saranno pronti per iniziare una relazione di coppia, che potrà prevedere una progettualità che porterà a costruire, insieme, un nuovo nucleo familiare.
In questo modo la famiglia di provenienza di ciascun partner verrà ad essere denominata “famiglia di origine”, intendendo, con questa denominazione, la famiglia a cui hanno fatto riferimento, ma dalla quale si sono, da adulti, differenziati e, quindi, separati. Ovviamente ciò non significa non avere più rapporti con i propri genitori ma, semplicemente, agirli in una modalità diversa, riconoscendosi, sia i figli che i genitori, come persone adulte che interagiscono in una relazione di reciprocità.

Tutto questo, però, è possibile solo se sia veramente verificato lo svincolo, ovvero se si sia raggiunta una piena autonomia. Purtroppo, spesso, ciò non accade ed i partner rimangono vincolati, anche inconsapevolmente, alla famiglia da cui provengono, riproponendo nel sistema coppia, tutta una serie di comportamenti acquisiti ed interiorizzati precedentemente e, quando questo avviene, possono verificarsi scontri tra i due partner che non sono tra due individui emancipati ed autonomi, ma tra i due modelli familiari da cui provengono e con i quali, unilateralmente, ciascuno di loro crea un’alleanza che, ovviamente, non fa crescere la coppia, anzi ne mette a rischio l’autodeterminazione e crea una frattura nel loro legame Quindi il conflitto che avviene nella coppia diventa una sorta di "guerra per procura", combattuta in nome delle proprie famiglie di origine e si crea un invischiamento dal quale è molto difficile liberarsi.
Inoltre, quando parliamo di svincolo, è opportuno precisare che anche i genitori devono operare una revisione dei legami che hanno con i loro figli, arrivando al riconoscimento della loro nuova condizione di adulti emancipati ed indipendenti.
Quando ciò non avviene, o avviene in maniera parziale, si verificano quelle che vengono definite ingerenze, da parte della famiglia di origine, nella vita di una coppia. In questi casi è ovvio che i confini familiari non sono stati definiti in maniera chiara e che vi è un rischio di sovrapposizione o confusione di ruoli. Sono questi la conseguenza di una gestione poco flessibile dei cambiamenti insiti nel ciclo della vita familiare e della resistenza ad adattarsi a nuovi equilibri.





Cerchiamo di individuare quali possono essere le principali forme di interferenza da parte delle famiglie di origine nella coppia.
Uno degli aspetti più ricorrente è il mantenimento di legami “eccessivi” da parte di uno o entrambi i partner con la famiglia di provenienza.
Un esempio, che spesso emerge in consulenza, è quello di un partner che dedica molto tempo ai propri genitori, togliendo spazio alla vita di coppia. Quindi una situazione che può prevedere visite continue ai genitori, pranzo della domenica “obbligatorio”, vacanze fatte sempre insieme, risposta immediata ad ogni richiesta del genitore ecc.
Un altro aspetto è quello dello spazio della coppia, che può essere invaso. Questo può avvenire in vari modi, per esempio con visite non preannunciate, intrusione nelle vicende domestiche con consigli non richiesti ed eventuali critiche alla gestione familiare, consuetudine di possedere le chiavi della casa dei figli e farne un uso improprio e via di seguito o, addirittura, interferire nei conflitti della coppia. Ovviamente, in questi casi, la variabile della vicinanza delle abitazioni della famiglia di origine e della coppia, gioca un ruolo molto importante, perché se vi è un distanziamento significativo è più difficile sia lo sconfinamento che l’interferenza. Viceversa, se le abitazioni sono molto vicine o se, addirittura, vi è una coabitazione condivisa, i rischi aumentano notevolmente.
Inoltre la situazione può ulteriormente aggravarsi se sono presenti dei nipoti. Questo nuovo nucleo familiare può, infatti, essere sottoposto ad ingerenze sul piano educativo, come per esempio disattendere le indicazioni genitoriali ed utilizzare, quando i nipoti sono con i nonni, modalità contrastanti rispetto a quelle usate dai genitori. Si tratta, anche in questo caso, di confini non stabiliti in maniera chiara e di sovrapposizione di ruoli.

Vediamo adesso quali sono gli scenari che si possono aprire in queste circostanze.

Se soltanto uno dei due partner ha effettuato lo svincolo dalla famiglia di origine, ci troveremo di fronte ad una coppia perennemente in conflitto, in quanto il partner resosi indipendente non comprenderà l’atteggiamento dell’altro, lo criticherà, si sentirà messo da parte e, ovviamente, esternerà il suo malcontento, che non sarà recepito dall’altro partner, perché considerato esagerato e sproporzionato.
Si creerà quindi quella frattura che porterà a quella definita prima “ la guerra per procura”, perché anche il partner che si è emancipato sarà, molto probabilmente, risucchiato dal conflitto.

Se entrambi i partner non hanno effettuato lo svincolo, si troveranno impreparati a contenere le interferenze dei rispettivi genitori e ciò darà vita a situazioni disfunzionali, in cui non si rispettano ruoli e confini, con conseguente mancanza di chiarezza, che non consente di affrontare la conflittualità in maniera diretta ed assertiva.

Infine, se entrambi i partner hanno effettuato lo svincolo, ciò li porterà fare “gioco di squadra” nei confronti delle eventuali ingerenze, adottando insieme strategie di contenimento ed attivando, con le rispettive famiglie di origine, un canale comunicativo che consentirà di esplicitare le difficoltà prodotte dalla situazione ed operare per il cambiamento, ristabilendo chiarezza sia nei confini che nei rispettivi ruoli.


Dott.ssa Evita Raffaelli
Consulente psicosociale e mediatrice familiare

 evita.rr@virgilio.it
 349 3638465

Commenti

  • Luciano (1 mese fa) scrive:

    Molto interessante, purtroppo sperimentato 3

  • Roberta (1 mese fa) scrive:

    Dottoressa, mi auguro che sempre più persone si rivolgano a lei in ambito lavorativo, perché è un'ottima professionista.

  • Daniela (2 mesi fa) scrive:

    Grazie dottoressa, mi sono proprio rivista in quello che ha scritto.
    Mi piacerebbe approfondire con lei

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