Famiglia di
origine e coppie: svincolo ed interferenze

Una delle difficoltà manifestate negli incontri di
consulenza con le coppie è quella dei
rapporti
con le loro famiglie di origine.
Ognuno dei componenti della coppia proviene infatti da quella che, appunto,
chiamiamo famiglia di origine ed
ogni nucleo familiare ha le proprie regole ed
i propri modelli di riferimento. Ovviamente i figli e le figlie crescono
avendo, come punto di riferimento, questi modelli familiari e, spesso, li
interiorizzano, ovvero tendono a riproporli nella vita reale come se fossero
propri, senza averne la consapevolezza. Tuttavia nella famiglia, come ho
scritto in precedenti articoli, esistono sia un senso di appartenenza sia un
senso di separazione. Con la crescita i figli dovrebbero sviluppare, sempre di
più il senso di separazione, che dovrebbe poi portare all’autonomia, sia
fattuale ( per esempio capacità di essere indipendente economicamente) sia
psicologica, ovvero la possibilità di elaborare pensieri e convinzioni in maniera
indipendente e personale. Quando ciò avviene si crea il cosiddetto
svincolo,
ovvero quel processo di crescita ed acquisizione di autonomia, che porterà ad
emanciparsi e preparerà il naturale distacco dalla famiglia di origine. In
questo modo i figli saranno pronti per iniziare una relazione di coppia, che
potrà prevedere una progettualità che porterà a costruire, insieme, un nuovo
nucleo familiare.
In questo modo la famiglia di provenienza di
ciascun partner verrà ad essere denominata
“famiglia di origine”, intendendo,
con questa denominazione, la famiglia a cui hanno fatto riferimento, ma dalla
quale si sono, da adulti, differenziati e, quindi, separati. Ovviamente ciò non
significa non avere più rapporti con i propri genitori ma, semplicemente,
agirli in una modalità diversa, riconoscendosi, sia i figli che i genitori,
come persone adulte che interagiscono in una relazione di reciprocità.
Tutto questo, però, è possibile solo se sia
veramente verificato lo
svincolo,
ovvero se si sia raggiunta una piena autonomia. Purtroppo, spesso, ciò non
accade ed i partner rimangono vincolati, anche inconsapevolmente, alla famiglia
da cui provengono, riproponendo nel sistema coppia, tutta una serie di
comportamenti acquisiti ed interiorizzati precedentemente e, quando questo
avviene, possono verificarsi scontri tra i due partner che non sono tra due
individui emancipati ed autonomi, ma tra i due modelli familiari da cui
provengono e con i quali, unilateralmente, ciascuno di loro crea un’alleanza
che, ovviamente, non fa crescere la coppia, anzi ne mette a rischio
l’autodeterminazione e crea una frattura nel loro legame Quindi il conflitto che avviene nella coppia diventa una sorta di
"guerra per procura", combattuta in nome delle proprie famiglie di origine e si crea un invischiamento dal quale è molto difficile liberarsi.
Inoltre, quando
parliamo di
svincolo, è opportuno
precisare che anche i genitori devono operare una revisione dei legami che
hanno con i loro figli, arrivando al riconoscimento della loro nuova condizione
di adulti emancipati ed indipendenti.
Quando ciò non avviene, o avviene in maniera
parziale, si verificano quelle che vengono definite ingerenze, da parte della famiglia di origine, nella vita di una
coppia. In questi casi è ovvio che i confini familiari non sono stati definiti
in maniera chiara e che vi è un rischio di sovrapposizione o confusione di
ruoli. Sono questi la conseguenza di una gestione poco flessibile dei
cambiamenti insiti nel ciclo della vita familiare e della resistenza ad adattarsi a nuovi equilibri.
Cerchiamo di individuare quali possono essere le principali
forme di interferenza da parte delle famiglie di origine nella coppia.
Uno degli aspetti più ricorrente è
il mantenimento di legami “eccessivi” da parte di uno o entrambi i
partner con la famiglia di provenienza.
Un esempio, che spesso emerge in consulenza, è
quello di un partner che dedica molto tempo ai propri genitori, togliendo
spazio alla vita di coppia. Quindi una situazione che può prevedere visite continue
ai genitori, pranzo della domenica “obbligatorio”, vacanze fatte sempre
insieme, risposta immediata ad ogni richiesta del genitore ecc.
Un altro aspetto è quello
dello spazio della coppia, che può essere invaso. Questo può avvenire in vari modi, per esempio con visite
non preannunciate, intrusione nelle vicende domestiche con consigli non
richiesti ed eventuali critiche alla
gestione familiare, consuetudine di
possedere le chiavi della casa dei figli e farne un uso improprio e via di
seguito o, addirittura, interferire nei conflitti della coppia. Ovviamente, in questi casi, la variabile della
vicinanza delle abitazioni della
famiglia di origine e della coppia, gioca un ruolo molto importante, perché se
vi è un distanziamento significativo è più difficile sia lo sconfinamento che
l’interferenza. Viceversa, se le abitazioni sono molto vicine o se,
addirittura, vi è una coabitazione condivisa, i rischi aumentano notevolmente.
Inoltre la situazione può ulteriormente aggravarsi
se sono presenti dei
nipoti. Questo
nuovo nucleo familiare può, infatti, essere sottoposto ad ingerenze sul piano
educativo, come per esempio disattendere le indicazioni genitoriali ed
utilizzare, quando i nipoti sono con i nonni, modalità contrastanti rispetto a
quelle usate dai genitori. Si tratta, anche in questo caso, di confini non
stabiliti in maniera chiara e di sovrapposizione di ruoli.
Vediamo adesso quali sono gli scenari che si
possono aprire in queste circostanze.
Se soltanto uno dei due partner ha effettuato lo
svincolo dalla famiglia di origine, ci
troveremo di fronte ad una coppia perennemente in conflitto, in quanto il
partner resosi indipendente non comprenderà l’atteggiamento dell’altro, lo
criticherà, si sentirà messo da parte e, ovviamente, esternerà il suo
malcontento, che non sarà recepito dall’altro partner, perché considerato esagerato e sproporzionato.
Si creerà quindi quella frattura che porterà a
quella definita prima “ la guerra per procura”, perché anche il partner che si
è emancipato sarà, molto probabilmente, risucchiato dal conflitto.
Se entrambi i partner non hanno effettuato lo
svincolo, si troveranno impreparati a
contenere le interferenze dei rispettivi genitori e ciò darà vita a situazioni
disfunzionali, in cui non si rispettano ruoli e confini, con conseguente
mancanza di chiarezza, che non consente
di affrontare la conflittualità in maniera diretta ed assertiva.
Infine, se entrambi i partner hanno effettuato lo
svincolo,
ciò li porterà fare “gioco di squadra”
nei confronti delle eventuali ingerenze, adottando insieme strategie di
contenimento ed attivando, con le rispettive famiglie di origine, un canale
comunicativo che consentirà di esplicitare le difficoltà prodotte dalla
situazione ed operare per il cambiamento, ristabilendo chiarezza sia nei
confini che nei rispettivi ruoli.
Dott.ssa Evita Raffaelli
Consulente psicosociale e mediatrice familiare
evita.rr@virgilio.it 349
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