Oggi è Sabato, 05 Aprile 2025 Pagina iniziale Come i genitori possono comunicare la separazione ai figli

Come i genitori possono comunicare la separazione ai figli


                               

                                                       


Nella mia professione una delle domande che più di frequente mi sento rivolgere dai genitori che si stanno separando è come poterlo comunicare ai propri figli.
Si tratta, infatti , di un momento estremamente delicato, carico di molteplici emozioni, non sempre facili da gestire. Inoltre esistono alcune variabili che possono condizionare la modalità comunicativa, quale ad esempio il livello di conflittualità della coppia e l’età del figlio o dei figli.
In questa sede userò, per semplicità ed omogeneità, il termine plurale figli o bambini, anche se si tratta di un figlio o di una figlia soltanto.

Se la coppia vive forti tensioni e difficoltà di relazionare in maniera sufficientemente pacata deve, nell’affrontare questo momento, cercare di fare uno sforzo per mettere, momentaneamente, in stand by l’eccessiva conflittualità. Uno dei presupposti per poter comunicare ai propri figli la separazione è, innanzitutto, per i genitori, quello di farlo insieme e, di conseguenza, concordare tra di loro sia i contenuti sia la modalità con cui approcciarsi ai propri figli. Un altro aspetto, molto importante, è la valutazione spaziotemporale in cui verrà effettuata questa comunicazione. Infatti è importante la scelta di un momento in cui le tensioni siano smorzate e i genitori possano così avere un approccio più equilibrato rispetto al relazionarsi con il figli. Questo verrà recepito anche da loro ed aiuterà nell’interazione. A mio parere ciò dovrebbe accadere in un luogo sicuro e protetto, come la casa familiare, anche perché non è possibile prevedere le reazioni emotive che questa rivelazione può comportare ed è quindi meglio che i genitori e i loro figli vivano in intimità questa esperienza.

Per quanto riguarda l’età dei figli, è ovvio che questo comporta notevoli differenze comunicative nell’annuncio che i genitori devono dare. I bimbi molto piccoli, in età prescolare, non riescono a capire molto sulle cause scatenanti la separazione dei loro genitori, quindi è necessario concentrarsi sugli aspetti pratici della situazione, comunicando al bambino che il papà e la mamma, pur volendosi bene, vivranno in case diverse e che, comunque, lo ameranno sempre e lui continuerà a vederli sempre.
Per i bambini più grandi è più comprensibile il concetto di cambiamento e di separazione genitoriale, ma anche per loro è necessario rassicurare sull’affetto e sulla presenza immutati dei genitori e, soprattutto, chiarire molto bene che quanto accade non è responsabilità loro. Inoltre, per contenere la paura del cambiamento e di una realtà sconosciuta, può essere importante spiegare bene e chiaramente come si svolgerà la nuova organizzazione familiare, rispondendo anche, con chiarezza e semplicità, a tutte le loro domande. Potrebbe essere utile, specie nell’interazione con i bambini più piccoli, ricorrere a metafore sotto forma di fiabe e racconti, anche ricorrendo a libri ed illustrazioni specifici su questo argomento. Infine, per quanto riguarda l’approccio con i figli preadolescenti ed adolescenti, è ovvio che, in questo caso, il concetto di separazione è percepito in maniera più chiara e quindi l’approccio genitoriale sarà in forma più interlocutoria. I figli, infatti, in questa fase del loro sviluppo psicofisico, potranno più facilmente discutere con i genitori dei dettagli della nuova organizzazione familiare, ma anche esternare il proprio sentire di fronte a questo evento. Tuttavia, essendo la preadolescenza e l’adolescenza momenti molto delicati e complessi, (i figli vivono e sperimentano già altri cambiamenti personali) è importante che i genitori cerchino di trovare con loro canali comunicativi specifici, anche in base alle loro caratteristiche individuali ed alla situazione che stanno vivendo esternamente.
In tutti i casi è comunque sempre essenziale rassicurare sulla continuità della presenza genitoriale.

La cosa da non fare, quando i genitori annunciano ai figli la loro separazione, è quella di dire loro che non cambierà niente, perché non è vero.

Ci saranno infatti numerosi cambiamenti, soprattutto logistici, ed i genitori dovrebbero avere almeno uno schema di riferimento sugli aspetti concreti, come la definizione delle abitazioni, la condivisione dei giorni, il coinvolgimento nelle attività ludiche ( in termini di tempo ed organizzazione) ecc. E’ molto importante rispondere a tutte le domande che verranno fatte dai figli modulando le risposte, come già evidenziato, a seconda delle fasce di età dei figli. Il concetto di cambiamento degli stili di vita deve essere ben calibrato con il sostegno emotivo ed affettivo, che una simile esperienza richiede.

Per quanto riguarda le possibili reazioni dei figli a questo annuncio, sono da considerare molteplici variabili, quali l’età ed il livello di conflittualità familiare ( come già sottolineato), ma anche la specifica personalità del bambino o del ragazzo e le dinamiche di attaccamento presenti tra genitori e figli-
Quindi il compito genitoriale sarà, in questa fase, quello di ascoltare, essere presenti, trasmettere sostegno, rispondere in maniera chiara, mostrare coerenza.
Insisto, in particolare, sull’approccio esplicito e, allo stesso tempo, rassicurante che i genitori dovranno adottare in questa circostanza, perché i figli verranno a trovarsi di fronte a cambiamenti che possono spaventarli. Potranno porsi le domane :” dove andrò? chi si prenderà cura di me? vedrò sempre i miei genitori?” ecc. e quindi i genitori si troveranno a dover dare risposte esaustive ed adeguate, in modo che i loro figli possano prepararsi al cambiamento in maniera più serena.

Ci sono poi degli atteggiamenti che i genitori devono evitare di mettere in atto.

In primo luogo quello di impedire l’alimentarsi di fantasie di riconciliazione nei figli. Questo sarebbe molto dannoso perché provocherebbe in loro false illusioni che poi sarebbero, puntualmente, disattese, creando dolore e disorientamento. Quindi, anche in questo caso, i genitori dovranno usare chiarezza e trasparenza, soprattutto nella prima fase della separazione, quando i confini non sono ancora completamente marcati e vi è il rischio di creare confusione nei figli. In questo senso, voglio aggiungere, che uno dei momenti più delicati, nella gestione delle modalità di separazione, è quello del passaggio dei figli da un genitore all’altro, cioè quando i bambini si “trasferiscono ” da una casa genitoriale all’altra, per il fine settimana o altri momenti da trascorrere insieme con l'altro genitore.
In questo caso, specie con i bambini più piccoli, è opportuno che il genitore che si distacca dal figlio lo faccia in maniera serena e, possibilmente, cercando di “accorciare” i tempi del momento della separazione  , per facilitare il passaggio  ed il distacco del bambino. Quindi, un abbraccio, un saluto affettuoso e poi l’affidamento dei figlio all’altro genitore, in modo da contenere la percezione abbandonica dei bambini.

Quando accade tutto questo la separazione è stata ormai attuata e, quindi, comunicata. Mi sembrava comunque importante aggiungere anche questo spunto di riflessione, data la criticità e complessità emotiva di questo momento simbolico.

Infine, ma questo i genitori già lo sanno, evitate in ogni modo possibile di far entrare i vostri figlia all’interno del vostro conflitto.
La separazione è un momento difficile per tutti, ma gli attori che agiscono in questo contesto non sono alla pari. Ci sono due adulti che, pur in questa situazione spesso disorientante, hanno consapevolezza delle loro motivazioni e capacità decisionale e dei figli che non scelgono e, spesso, non capiscono bene cosa accade. Il progetto condiviso di coppia viene interrotto, con una ricaduta sull’intero sistema familiare, provocando cambiamenti significativi.
L‘esperienza viene spesso vissuta dai genitori con un senso di fallimento e di perdita, eppure è proprio in questo momento difficile, di ristrutturazione delle proprie esistenze divise, che viene loro chiesto un ulteriore sforzo per garantire ai figli la continuità della loro presenza, la loro vicinanza affettiva, il loro sostegno educativo, anche se non vivono più insieme.

Gli strumenti che ho messo a disposizione in questo articolo sono un piccolo contributo ad una gestione più efficace della separazione, in uno dei suoi momenti più critici e delicati.


Dott.ssa Evita Raffaelli

Consulente psicosociale e mediatrice familiare
evita.rr@virgilio.it

3493638465

Commenti

  • Carmela (1 mese fa) scrive:

    La ringrazio infinitamente dottoressa per l'aiuto che mi sta dando con i suoi articoli, in questo periodo per me buio.

  • Sara (2 mesi fa) scrive:

    Grazie per i suoi consigli molto utili

  • Andrea (3 mesi fa) scrive:

    Questo articolo può veramente aiutare, soprattutto a capire, per la grande chiarezza, la calma e la fiducia che trasmette.

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